Il 25 Aprile e il primo Maggio a Roma, sono un'ottima occasione per visitare la città eterna

Per ponte della liberazione, il 25 Aprile fino al 1 Maggio del 2013, Roma si riempie di turisti che prendono al volo le numerose offerte dei B&B, Hotel, Case Vacanze e tutte le possibili strutture turistiche per visitare una città che non finesce mai di stupire


Roma è certamente una delle città più ricche di opere d’arte e di angoli colmi di storia.
Un itinerario da seguire a Roma: via dei Fori Imperiali, una delle più suggestive strade di Roma, separa i Fori Imperiali dal Foro Romano, proseguendo si incontrano la basilica dei Santissimi Cosma e Damiano e la chiesa di Santa Francesca Romana, e alla fine si incontra uno dei monumenti più celebri della città, forse simbolo della città stessa all’occhio del mondo: il Colosseo.

Da vedere a Roma per il ponte del 25 Aprile
Palazzo dei Conservatori
La sede della magistratura cittadina, affidata dagli statuti cittadini ai Conservatori almeno a partire dal 1363 con il compito di affiancare il Senatore nel governo della città, sorse, a opera del pontefice Niccolo V, intorno alla metà del XV secolo ("is summus pontifex aliud (palatium) Conservatorum a fjundamentis comtrui faci"). Il luogo era precedentemente (almeno dal XIV secolo) occupato dalla sede dei Banderesi, capitani della milizia cittadina organizzati nella "felice società dei balestrieri e pavesati".
Le immagini che illustrano i palazzi capitolini prima della trasformazione di Michelangelo mostrano un edificio caratterizzato da un lungo portico ad archi e colonne, sul quale si aprivano gli ambienti sedi delle corporazioni di arti e mestieri. La parte alta della facciata era contraddistinta da una serie continua di finestre crociate, che davano luce alle sale principali del piano nobile, mentre alle estremità si trovavano due logge con aperture bifore verso la piazza; una loggia a tre archi segnava anche la facciata che dava sul Campo Marzio.
Il cortile, cui si accedeva dal portico sulla piazza, era di dimensioni più piccole dell'attuale (un documento ne testimonia l'ampliamento nel 1522) ed era caratterizzato, sul lato destro, da una serie di arcate ogivali, che lo mettevano in comunicazione con un ambiente laterale, prima sede dello "statuario" capitolino. Una scala a unica rampa conduceva al piano superiore.
L'intervento di Michelangelo, che ebbe inizio nel 1563, trasforma l'antico palazzo, anco¬ra di impianto medioevale, in un edificio dalla classica nobiltà, secondo un linguaggio lungamente elaborato durante la sua lunga esperienza architettonica romana. La facciata fu dunque completamente ripensata, imbrigliandola in uno schema geometrico a due or¬dini: quello corinzio delle paraste giganti che percorrono e scandiscono tutta la struttura, e quello ionico delle colonne che sorreggono le volte del portico. Nel cortile, nella fronte corrispondente all'ingresso, Michelangelo ripropose lo stesso schema della facciata, sot¬tolineando però maggiormente la divisione in due ordini, mentre sul fondo sistemò, se¬condo uno schema tramandato da un disegno antico, i Fasti Consolari e Trionfali trovati nel 1546 nel Foro Romano. Trasformazioni si ebbero anche nell'assetto interno del pa¬lazzo, con la costruzione dello scalone monumentale, e nella disposizione delle sale dell'Appartamento dei Conservatori, tanto che in quest'occasione andò perduto il ciclo di affreschi del primo Cinquecento che decorava le sale affacciate sulla piazza. Un ultimo intervento nel cortile, che fu realizzato sotto il pontificato di Clemente XI (1720) da Alessandro Specchi, riguardò la sistemazione del lato di fondo, dal quale erano stati rimossi già da tempo (1586) i frammenti dei Fasti antichi per essere trasferiti in una sala al piano superiore. Specchi, attenendosi al disegno architettonico michelangiolesco, approfondì il portico creando uno spazio monumentale per la sistemazione delle prestigiose sculture antiche appena acquistate dalla Collezione Cesi: la dea Roma seduta e le colossali figure di barbari in marmo bigio morato.

 
Ultime notizie pubblicate