Agosto in Lazio, le fatastiche spiagge laziali

Vacanze al mare, Agosto in Lazio, mare, sole, spiagge e divertimento



Tutta la costa laziale - dall’antichità classica fino ai giorni nostri – è sempre stata fecondata di leggende dal fascinoso Tirreno. Seguendo ad esempio un grande mitico viaggio – quello d’Enea - giungiamo a GAETA

LE ISOLE
L’Arcipelago Ponziano, a sud del Capo Circeo, è costituito da due gruppi: l’occidentale formato da Ponza con Gavi, Zannone e Palmarola; l’orientale costituito da S.Stefano e Ventotene. Tra i due gruppi, distanti tra loro trentanove km, è lo scoglio la Botte. Quasi interamente di origine vulcanica, con una massima altitudine di 280 metri nel Monte La Guardia a Ponza, l’arcipelago ha delle caratteristiche climatiche subtropicali mediterranee con inverni miti ed estati calde. La popolazione attuale deriva in massima parte da colonie di campani [soprattutto di Ischia e di Torre del Greco] stabilitesi nel Settecento e concentrata in gran parte nell’isola di Ponza. Fino al 1927 il gruppo occidentale apparteneva alla provincia di Caserta, quello orientale alla provincia di Napoli. Ora tutto l’arcipelago dipende da Latina mentre ecclesiasticamente è sempre appartenuto alla diocesi di Gaeta. Dal punto di vista storico l’arcipelago fu abitato fin dal periodo Neolitico, come indicano i numerosi rinvenimenti di manufatti. Ponza fu abitata dai Volsci e nel 313 a.C i Romani vi fondarono una colonia. Nel I° secolo Ponza e Ventotene divennero proprietà imperiali e luogo di esilio per appartenenti alle famiglie di Tiberio, Caligola e Nerone. Molti secoli più tardi nelle acque di Ponza il 14 giugno 1300 la squadra di Roberto, duca di Calabria, sotto il comando di Ruggero di Lauria, sconfisse le forze di Federico II°, capitanate da Corrado Doria. Alla fine del XV° le isole divennero feudo di Alberico Carafa, ma poi, a causa degli assalti sempre più gravi dei corsari, vennero abbandonate dai monaci e dagli abitanti rimasti. Attorno al 1740 le isole vennero ereditate da Carlo Borbone, figlio di Elisabetta di Parma. Il Re vi mandò circa cinquanta famiglie, in gran parte di Ischia, dei padri cappuccini, e da Gaeta una guarnigione di trenta soldati per contrastare gli assalti dei corsari. Ferdinando IV° continuò l’opera di ripopolamento, destinò Ventotene a luogo di prigionia nel 1768 e farà costruire un ergastolo a S.Stefano nel 1794. Alla fine del 1700 i Francesi occuparono l’arcipelago, ma il capitano inglese Napier se ne impadronì di nuovo e fu così ricompensato da Ferdinando IV° col titolo di Conte di Ponza. Il 26 giugno 1857 Carlo Pisacane ed altri ventinove patrioti liberarono i detenuti dalle prigioni e con essi tentarono la tragica avventura di Sapri per innescare l’insurrezione dalla Campania contro il Re. L’isola di Ponza è la maggiore di tutto l’arcipelago. Per la sua configurazione e per le sue spiagge è una delle più graziose isole del Tirreno. Lunga quasi otto km, con una larghezza massima di 1800 m, è circondata da numerosi scogli. Il centro principale dell’isola è Ponza, da dove si può partire a piedi verso Le Forna, Chiaia di Luna e Punta della Guardia alla ricerca di calette e di splendidi punti panoramici. L’isola di Palmarola, l’antica Palmaria, è lunga 2.5 km e larga in media 400 metri. Le coste sono molto frastagliate e anche qui sono numerosi gli scogli mentre l’utilizzo dei sentieri è più limitato e difficile. L’isola di Zenone, con una forma che ricorda un triangolo, è larga 1500 metri e lunga poco più di 900m. Coste ripide e poco frastagliate, è visitabile attraverso un sentiero. Nel gruppo orientale si raggiunge l’isola di Ventotene, lunga 1.750m, larga al massimo 850m. In età romana tutta l’isola era probabilmente una sola grande villa imperiale servita da un proprio porticciolo
 
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